Il giardino delle Coccomelie – Curiosità dal passato

Un tempo lontano esisteva un uomo con la fissa per un frutto misterioso del quale non voleva concedere l’assaggio a nessuno.

Prima di proseguire vorrei farvi un po’ immaginare il personaggio. Da dove comincio, vediamo… . Un omone basso e muscoloso… No, aspettate lo vedo dal riflesso del frutto a specchio. Egli era un uomo di media statura e snello. La sua forza risiedeva sotto il suo cappello, infatti era dotato di grande intuito ed intelligenza. Non oltrepassava la soglia di casa senza uno dei suoi preziosi completi inglesi. Elegante, fascinoso e dal carattere bonario. Amante della poesia e della buona musica. Immaginatelo innaffiare, rinvasare o innestare nel suo magnifico giardino, sempre ben vestito.

Amava collezionare stranezze di ogni genere e oggetti ricercati come la caffettiera che aromatizza i caffè alla cannella, al miele o alla vaniglia ed altre chincaglierie accumulate nei viaggi e negli anni. Fiore all’occhiello della sua collezione un grandioso giardino di alberi di Coccomelie, storia che mi appresto, se volete, a raccontare.

Era un’estate afosa, il sole era alto e in cielo si rincorrevano gli uccelli con i loro cinguettii squillanti. Più in basso una bimba, di circa sei anni, giocava col papà a rincorrersi sul prato fresco di falciatrice. Quando una voce femminile dalla casa chiamò – È pronto -, la bimba si aggrappò alla gamba del babbo e iniziò a piagnucolare. -Non voglio! Non voglio! Non voglio!- Il padre, per nulla sconvolto, iniziò a camminare pesantemente verso l’ingresso, con la bimba ancorata alla gamba. Notò divertito, che la figlia piangeva e rideva insieme, e rise pure lui fragorosamente, entrando.

La bimba e il papà arrivarono nella camera del bagno nel medesimo istante ed entrambi si lavarono le mani, poi di filato in cucina a deliziarsi il palato con lo stufato della mamma.

Nel pomeriggio, mentre la mamma sbarazzava la tavola, Anna, questo era il nome della bimba, giocherellava con le bambole e si annoiava in camera. Quand’ecco il suo papà bussò piano al cornicione del corridoio ed esclamò – Posso? –

Con un cenno del capo, Anna, acconsentì. – Guarda cos’ho trovato tra le cose del Nonno. – Anna alzò lo sguardo incuriosita e meravigliata osservò i tre semini rossi che il babbo teneva sul palmo della mano. – Cosa sono? – esclamò di rimando. – Semi di qualche pianta misteriosa, – cominciò, sedendosi accanto alla figlia ai piedi del letto, – ricordo di avergli sentito dire che sono molto pericolosi se piantati all’interno delle abitazioni. – Perché, Papà? –

– Hanno la crescita molto rapida e si rischia di ritrovarsi un grande albero nel salotto in men che non si dica.- Concluse d’un fiato il papà, disegnando con le braccia la forma di una grossa chioma d’albero. Anna, stupefatta dal suo racconto, si alzò dal letto pensierosa poi, camminando nella stanza e girandogli intorno, lo tempestò di domande sulla provenienza di quei semi e sul perché il Nonno li avesse conservati e mai piantati. Il papà non seppe dare alcuna risposta esauriente. Al ché, Anna, fermatasi di scatto, rimase in silenzio per esclamare poi perplessa

– Chissà che frutti faranno! –

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